MurloCultura 2018 - Nr. 1

Murlo e i gatti, antico amore

di Annalisa Coppolaro

NOTIZIE DA MURLO

Gatti sul pomo a Murlo - di Luciano ScaliForse vi sarà capitato di vedere in giro per il paese di Vescovado una cassetta colorata dipinta da Luciano Scali per raccogliere fondi destinati al cibo dei gatti di Murlo. Solo uno dei simboli dell'amore che lega Murlo ai gatti, presenti nel borgo in quantità molto elevata e ormai parte dell'ambiente e del luogo da secoli. Non si può dire insomma che ci abitano solo quattro gatti perché ce ne sono almeno una ventina, forse di più, e stessa cosa si può affermare senza dubbio di Miniere di Murlo, Lupompesi, Casciano, Fontazzi, Casanova. La presenza degli sfuggenti e silenziosi, affascinanti felini fa parte ormai della realtà di ognuna di queste frazioni, così come di Vescovado, dove sono diverse le persone che si prendono cura dei gatti che non appartengono a nessuno. Ma non è così semplice come si pensi. Bensì una responsabilità che si assume in genere una o più persone che hanno un amore incondizionato per questi enigmatici, liberi compagni delle nostre vite.
Ma intanto, quante sono le colonie feline di Murlo e come funziona questo sistema di controllo della proliferazione dei gatti nella zona? "A Murlo ci sono già ben undici colonie feline registrate - ci spiega Luigi Favara presidente di AMici Miei Siena - quindi praticamente decine e decine di gatti di cui le persone si prendono cura in qualità di volontari. Le colonie feline non si possono spostare per legge se non con una ordinanza del sindaco per gravi motivi. In effetti, è il Sindaco che è il responsabile in tutti i comuni degli animali liberi sul proprio territorio e poi quando una colonia viene segnalata e poi riconosciuta dall'USL, di solito una persona diviene responsabile per i gatti della colonia, li accudisce e dà loro da mangiare a proprie spese".
"Abbiamo bisogno di tolleranza e della collaborazione di tutti in questo senso - continua Favara - Le referenti per le colonie sono persone che amano gli animali e che quando segnalano la presenza di una colonia fanno un grande lavoro. Poi i felini - una volta riconosciuto il loro status di colonia - vengono catturati dal responsabile e poi vengono sterilizzati qui da noi, alla Casina degli Animali, da un team dell'USL, e poi vengono dati in adozione se possibile, ma non sempre succede e spesso i gatti sono quindi reinseriti nel loro ambiente originale. Il responsabile della colonia quindi alimenta a proprie spese i gatti e diviene il referente ma non il proprietario di questi animali, per cui loro sono poi liberi di muoversi.
Per inciso, pensiamoci due volte prima di irritarci con il referente della colonia, soprattutto tenuto presente il lavoro che fa per questi animali abbandonati."
Ma cosa può fare un cittadino che si rende conto della presenza di gatti abbandonati nella sua zona?
"Il cittadino si rivolge al sindaco - precisa Luigi Favara - e dopo dal comune parte una segnalazione, l'USL quindi stabilisce se si tratti di una colonia, la censisce e le fornisce un numero di protocollo. Poi viene trovato un referente per la colonia che si fa carico della cattura e di portarli al nostro centro dove al piano superiore un team di veterinari una volta alla settimana si prende cura di fare le sterilizzazioni dei gatti. Rimangono da noi una settimana e se riusciamo a darli in adozione è un bel momento, altrimenti ripartono per il luogo di origine con il loro referente. Come si vede, non è un lavoro da poco... e chi si prende cura degli animali abbandonati merita sicuramente un encomio, per il grande lavoro che si accolla praticamente ogni giorno. Siamo molto grati a queste persone che adorano gli animali proprio come noi".

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